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Ecco come i Social media hanno tolto la gioia dal viaggiare

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Da quando Instagram e stato creato, il social ha completamente alterato il modo in cui viaggiamo. Voli economici e ostelli hanno aperto ai millennials il mondo in un modo che i loro genitori potevano soltanto sognare. Grazie alle ricerche su Instagram siamo ora capaci di scoprire posti meravigliosi, hotel di lusso e ristoranti eccezionali attraverso i soli social media. Infatti, secondo la compagnia di viaggi Topdeck, il 18% dei viaggi prenotati dalle persone tre i 18 ed i 30 anni sono basati su quello che hanno visto su Instagram, e l’industria del turismo sta rispondendo di conseguenza.

Per chi sta organizzando una vacanza o un lungo viaggio, Instagram può essere un modo utile per scoprire posti che nell’era pre-smartphone sarebbe stato impossibile conoscere.

L’altro lato della medaglia è però molto più complesso, e molto spesso sembra quasi che tutti i nostri viaggi siano soltanto un grande Photo shoot ordinato dai social media. Mentre i viaggi erano prima concentrati sull’esplorare e godersi le bellezze del posto, con Instagram pare quasi che si stia soltanto cercando di realizzare lo scatto perfetto. Questo ci porta a chiederci: Ci stiamo davvero godendo il momento o ci stiamo solo preoccupando di dove scattare delle belle foto?

Oltre alle potenziali implicazioni per la nostra salute mentale, Instagram ha fatto in modo che I viaggi diventassero quasi tutti uguali. Allo stesso modo anche i viaggiatori hanno cominciato a somigliarsi tutti quanti, a imitare lo stile delle case a quello visto nelle foto su Instagram, e ad andare sempre negli stessi posti per scattare delle foto.

E uno dei risultati peggiori di questo nuovo atteggiamento è l’impatto ambientale che queste tendenze narcisistiche sta avendo su alcuni luoghi del mondo.

Prima di scattare una foto in qualsiasi luogo bisogna rendersi conto di dove si è, educarsi sulla cultura locale e gli usi del posto. Nessuna foto vale l’integrità ambientale e culturale di un paradiso terrestre.

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